MONDIALI BERGEN 2017 - PARLA DANIELE BENNATI

20/09/2017 11:57:15

Bennati: “Sarò il CT in corsa. Ne abbiamo tre che vanno forte: decideremo durante la gara per chi correre”

20 settembre 2017 - La settimana iridata di Bergen 2017 è cominciata. Dopo le gare a cronometro cominceranno quelle in linea, che porteranno dritte all’appuntamento più atteso, la gara élite maschile. L’Italia, come ogni anno, si presenta con ambizioni importanti. Nella squadra scelta dal CT Davide Cassani ci sarà anche Daniele Bennati, che avrà una responsabilità importante dovendo fare da vero e proprio regista. “Sarò il CT in corsa. Sono di gran lunga il meno giovane, quindi dovrò prendermi la responsabilità di guidare la corsa. Entro certi limiti…“, ha esordito il ciclista toscano in un’intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport. “Posso dare una mano a capire chi ne avrà di più nel finale ma se non c’è più benzina nelle gambe non posso mettercela io“.
Quale tattica adotterà quindi l’Italia? “Andremo d’accordo, ci aiuteremo a vicenda, poi punteremo tutti su chi quel giorno andrà più forte. Bisognerà prendere la decisione giusta. Ne abbiamo tre veloci, che vanno forte. Dovranno essere abbastanza grandi per decidere per chi si corre, come facciamo tutto l’anno nei club. In ogni caso sono tutti giovani e Bergen non sarà l’ultima occasione. Certo, è improbabile che possano andare tutti e tre sul podio“. Sicuro che si arriverà in volata? “È una possibilità. Può darsi anche che si vada via in tre o quattro e uno sia, per esempio, Moscon. Oppure Ulissi. Non saremo i favoriti, ci sono molte individualità superiori. Il podio sarebbe già una bella vittoria per noi“.
Proprio domenica Bennati compirà 37 anni. La sua carriera in azzurro è cominciata molto tempo fa, a Zolder. “Ho fatto la riserva ma è il mio ricordo più bello. Ero compagno di squadra di Cipollini, ho sperato fino all’ultimo di correre poi Ballerini preferì andare sul sicuro“. Poi sono arrivati ben sette Mondiali. “A Madrid 2005 dovevo stare vicino a Petacchi, che quell’anno andava forte. Purtroppo non quel giorno, quando si staccò. Nel 2011 a Copenhagen dovevano lavorare tutti per me ma il treno non funzionò e all’ultima curva ci perdemmo. Finii quattordicesimo ma avevo le gambe per fare molto meglio. Anche a Ponferrada (2014, ndr) ci mancò lo spunto nel finale“. Chi è il favorito quest’anno? “Sagan sicuramente, anche se non ha la squadra. Sfrutterà il lavoro degli altri. Può scegliere: portare via un gruppetto oppure aspettare la volata“. E gli altri? “I belgi sono fortissimi e credo che proveranno ad attaccare da lontano. I norvegesi hanno due soluzioni, o attaccare con Boasson-Hagen oppure attendere lo sprint con Kristoff. L’Australia corre per Matthews. Poi c’è sempre Kwiatkowski. Noi dovremo inventarci qualcosa“.

Fonte:oasport.it