La prima pagina del libro della mia vita inizia il pomeriggio del 24 Settembre 1980 all’Ospedale di Arezzo. Si potrebbe dire che sono nato grande dato che pesavo 4kg e 300 grammi.... non proprio un peso piuma come neonato! Sono cresciuto a Castiglion Fiorentino (Arezzo) circondato dall’affetto dei miei genitori, Moreno ed Ida, di mio fratello maggiore Samuele e dei miei nonni paterni Gino e Valentina. Dagli 8 ai 10 anni ho corso in BMX e contemporaneamente ho giocato a calcio come centravanti della Polisportiva Olmo. Pur rimanendo affascinato ed allettato dalla carriera calcistica, non potevo certo rimanere indifferente all’aria di ciclismo che ho sempre respirato in casa, perché mio padre Moreno e mio fratello Samuele si dilettavano in questo sport. Mio padre ha corso fino al dilettantismo e mio fratello fino alla categoria di Allievo.

La mia carriera ciclistica ebbe inizio quando mio nonno Gino insieme al Presidente della Polisportiva Albergo Del Tongo, Morelli Ansaldo, mi regalarono “La mia prima bicicletta”. Correva l’anno 1990, era estate e la mia prima corsa fu subito un successo, infatti fui il primo classificato nel campionato provinciale di Arezzo. Da quel momento in poi, la bicicletta è diventata la mia passione più grande che è cresciuta e continua a crescere anche oggi. Per me la bicicletta è non solo un lavoro, ma un colore predominante del quadro della mia vita, un modo per stare in armonia con me stesso. In sella alla mia bici, ascoltando nelle cuffie il “Liga”, Vasco ed i Coldplay, giorno dopo giorno esploro il mondo, apprezzo la natura e sogno….

Dopotutto la vita ed i sogni sono i fogli di uno stesso libro. Dall’8 dicembre 2003, giorno del mio matrimonio, abito a Rigutino, un paesino alle porte di Arezzo, insieme a mia moglie Chiara ed al mio adorato cagnolino Pepe, un cocker spaniel “Tutto Nero”.

Parlare di se stessi non è mai facile, ma se devo raccontare Daniele Bennati o, come tutti mi chiamano, “Il Benna”, mi descrivo come una persona semplice, che ama stare in famiglia e che quando può, prende la macchina o l’aereo e parte, anche se il viaggio dei miei sogni sarebbe andare nello spazio. Adoro gli animali ed ho un debole per le macchine. Se mi si chiede qual è la vittoria più bella, automaticamente nella mia mente le ripercorro tutte, rendendomi conto che ogni volta che ho alzato le braccia al cielo è stato bellissimo, perché in ognuna c’è un pezzo di puzzle che va a comporre la mia vita, partendo dalla leggiadria delle prime vittorie di quando ero bambino, alla gioia matura di oggi. Forse però la più bella coincide con il Giro della Toscana, il 1° maggio 2005 ad Arezzo, la mia città; vincere tra la mia gente dopo un anno “BUIO” (il 2004) in cui avevo quasi perso le speranze, è stato per me la ricompensa a tanti sacrifici ed ha acceso una nuova luce in me. E’ maturata la consapevolezza di credere e di lottare sempre per realizzare i propri sogni, senza mai lasciarsi andare, stringere i denti quando la strada si fa dura, cadere e trovare sempre la forza di rialzarsi, perché dopo la salita c’è sempre prima o poi un po’ di discesa. In queste righe ho provato a raccontare me stesso non solo come atleta, ma anche come uomo. L’augurio che posso farmi è quello di non deludere i miei tifosi e di continuare ad aggiungere tanti bei colori al quadro della mia vita! Grazie a tutti coloro che credono in me!